[Tratto dal musical "L'amore quello vero", P.Castellacci, G.Balardinelli, A.Oliva]
Francesco parlando con i suoi confratelli: "Perché siamo un po' tutti lupi di Gubbio. Essere cinici, cattivi, egoisti è facile e va di moda. Il confine fra la cattiveria e la crudeltà poi si può scavalcare quando meno te lo aspetti. Basterà un frate con una corda che gli fa da cintura intorno a un ruvido saio a redimere un lupo di Gubbio? Non lo so; ma se indossa quel saio sa che deve provarci a tutti i costi. Ogni lupo si può ammansire; ma solo con la carezza del perdono. Il perdono spiazza l'egoismo, gli fa intravedere una luce a lui sconosciuta, forse lo disarma perché essere perdonati non è solo essere perdonati: è presa di coscienza, è voglia di dire «Forse non lo farò più». L'egoismo e la cattiveria dei nostri tempi sono solo manifestazioni di paura e insicurezza. Chi grida, inveisce e batte i pugni sul tavolo con prepotenza lo fa solo per ribadire ingenuamente la sua esistenza perché ha paura che essa svanisca e si diventi invisibili agli altri. E purtroppo oggi si vive spesso soltanto di "visibilità". E allora questa paura diventa attaccamento estremo alla vita propria e solo propria. Diventa come un grido disperato di vergogna di non essere all'altezza del bene e dell'amore. Due cose, tra l'altro, troppo lontane, troppo invisibili rispetto a una bella casa o a un bel vestito nuovo. Ecco perché questa paura spesso porta a dare importanza spropositata al denaro e al possesso delle cose. Perché si ha paura che altrimenti non si esista. Mentre invece, per esistere veramente, e per gustare e godersi il bene e l'amore, bisogna privarsi di tutto, anche di se stessi. Via l'egoismo, via l'ambizione, via la voglia di possesso e potere. Ricordatevelo: solo spogli si diventa più leggeri, e si può volare fin dove abita l'amore. E l'amore, vi assicuro, abita in alto. Più in alto persino di Dio."